GUERRA USA-IRAN: perché l’ECONOMIA GLOBALE rischia il COLLASSO
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Guerra in Iran: il 28 febbraio 2026, un attacco missilistico condotto da Stati Uniti e Israele ha segnato una svolta drammatica nella crisi iraniana. A differenza delle operazioni precedenti, focalizzate esclusivamente sul programma nucleare, l’obiettivo dichiarato di questo intervento è il collasso del regime islamista, già indebolito da mesi di proteste interne e da una profonda recessione economica. L’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei ha rimosso il vertice decisionale del Paese, aprendo una fase di assoluta incertezza geopolitica.
L’Iran non rappresenta solo una potenza militare, ma uno snodo energetico vitale: produce il 5% del petrolio globale e controlla lo Stretto di Hormuz. Attraverso questo passaggio transita il 20% del petrolio e il 25% del gas naturale liquefatto (GNL) mondiale. La minaccia di una chiusura dello Stretto, unita agli attacchi iraniani contro le infrastrutture di Arabia Saudita e Qatar, ha immediatamente messo in allarme i mercati. La sospensione della produzione di GNL da parte del Qatar ha già provocato un aumento del prezzo del gas in Europa del 45%.
Le conseguenze economiche variano sensibilmente per regione. L’Europa, che ha sostituito le forniture russe con quelle del Golfo, teme una nuova fiammata inflazionistica e rischi per la sicurezza alimentare a causa del blocco dei fertilizzanti. L’Asia è l’area più vulnerabile: Paesi come Giappone e Filippine dipendono per il 90% dal greggio del Golfo Persico. Negli Stati Uniti, nonostante l’indipendenza energetica parziale, l’aumento dei prezzi dei carburanti rischia di spingere l’inflazione oltre il 5%, creando tensioni tra l’amministrazione Trump e la Federal Reserve sulla gestione dei tassi d’interesse.
Sullo sfondo emerge lo scontro strategico con la Cina. Pechino, che nel 2025 ha basato oltre il 22% delle sue importazioni su petrolio sanzionato proveniente da Iran e Venezuela, vede nell’azione americana un tentativo di isolamento economico. La possibile reazione cinese potrebbe coinvolgere il settore delle terre rare, di cui Pechino controlla il 70% della produzione globale. Questa leva commerciale rappresenta una minaccia concreta per l’industria tecnologica occidentale, rendendo il conflitto una sfida multidimensionale.
Gli analisti traggono parallelismi con la crisi petrolifera degli anni ’70. Se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere chiuso per più di due settimane, le riserve strategiche dei Paesi OCSE non sarebbero sufficienti a contenere l’impatto. Il rischio concreto è quello di una “rivoluzione permanente” nel mercato energetico, dove l’instabilità politica in Medio Oriente torna a essere il principale motore dell’inflazione e del razionamento energetico globale.
INDICE:
00:00 Intro
00:27 L’inizio del conflitto
05:13 Le conseguenze su Europa, Stati Uniti e Asia
10:09 La disillusione e la rivoluzione permanente
FONTI PRINCIPALI:
Atlantic Council
CNBC
ING
Investopedia
Banca Mondiale
Autore: Giunio Panarelli
Revisione Testo: Andrea Costantini
Supervisione montaggio: Dario Bozzi, Daniele Ponzi
Coordinamento: Simone Conti
Responsabile Editoriale: Edoardo Scirè
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34 Comments
SEMPRE COLPA DEGLI EBR3I!
Top
Lo stretto di Hormuz lo ha già bloccato…sei in ritardo
è il momento giusto per riattivare le centrali nucleari
Il video inizia già viziato da un errore, gli iraniani non volevano né più democrazia né più diritti, le rivolte partono dai commercianti, questioni economiche. Perché la situazione economica è degenerata ? Il peso delle sanzioni “nostre” era diventato insostenibile. Io conosco un iraniana a quelli della democrazia non frega una sega, non sono come noi, ma la situazione economica in cui gli abbiamo spinti era diventata insostenibile
Fantastico 🎉
Un ragionamento che getta le basi per il futuro dell'economia mondiale.
Siete dei grandi
Molto informativo, grazie
bè oggi il petrolio sta ad un +12% porca miseria i 100$ sono facilmente arrivabili nella prossima settimana
I prezzi alle pompe
Di benzina sono nient’altro che sciacallaggio ed arbitraggio… per ora
Aspettavo più te che lo stipendio
Uno degli stati non ancora direttamente coinvolti – ma concretamente a rischio – è l'Azerbaijan.
Ieri gli iraniani hanno colpito il loro territorio, anche se per ora più che un attacco vero e proprio pare trattarsi di un avvertimento.
E' proprio dall'Azerbaijan che l'Italia importa un quinto del gas che utilizziamo, tramite un gasdotto estremamente vulnerabile (passa a pochi chilometri dal confine).
Se gli iraniani decideranno da farlo saltare (e il nostro governo ne sta dando loro motivo, con l'invio di navi e sistemi di intercettazione in Medio Oriente, nonché il consenso agli americani di utilizzare basi sul nostro territorio) noi ci ritroveremo a pedalare sulla cyclette per ottenere energia elettrica dalla dinamo.
Gli Europei non hanno “dovuto” cambiare importatore di gas, hanno “voluto”. Sono due cose molto diverse. Per il resto penso che la China abbia l’asso nella manica, speriamo che a questo giro di giostra possa incominciare a comportarsi da super-potenza e fare la voce grossa.
😢😢😢🥶🥶
se l'industria turistica di Dubai perderà turisti ne beneficierà la nostra
Secondo me non viene trattato in questo momento il più grande problema: la speculazione. Il petrolio di oggi è petrolio comprato mesi fa a prezzo "normale" rivenduto però a prezzo maggiorato per specularci sopra. Gli effetti si dovrebbero vedere successivamente non nell'immediato.
Basta acquistare VIX, difenditi dai mercato oggi + 17%
Il biondo continua a fare danni non solo a casa sua, come qualunque suo precedente collega…. Farsi una marea di c…i Suoi gli pesa proprio tanto🫠🙃….e grazie stato Ebraico, mi sembrava strano si fermasse al casino avviato nel 2025.🎉…sia chiaro non so pro nessuno, ma se mi toccano il portafoglio me girano.
Bisogna dichiarare lo stato di guerra e inviare truppe in aiuto agli USA-ISRAELE contro i terroristi dell'IRAN.
lo stretto di Hormuz può essere liberato in quattro e quattrotto dalle navi americane, giusto?
Se dopo tutto questo non si cominciano a costruire centrali nucleari vuol dire avere la merda marcia nel cervello
Chissà se con un ipotetico stop dei mezzi a motore termico si riesca a compensare l'inquinamento delle bombe🤷
🤦😘
Stiamo andando verso la trama del mio romanzo "L'utile dittatore"😏😏😏
Mortacci loro.
Nei 3 paesi nordici, hanno detto in tv, di ritirare contanti dalla banche, per possibili crisi economiche…
2:35 c'è la scritta in basso a sinistra con l'anno sbagliato. 😉
Ora sappiamo a cosa serviva il riarmo…
Che poi, magari il problema si risolvesse con la fine del conflitto! L'Iran è una specie di Jugoslavia di diverse etnie e persino di correnti religiose, tenute insieme con la forza. Invece di favorire una transizione il più morbida possibile, Trump, pur di farsi bello con la Storia e dire che grazie a lui gli ayatollah non esistono più, sta creando un vuoto di potere cronicizzato, e a riempirlo saranno i soliti signori della guerra -ex Pasdaran e hezbollah che, come i Talebani in Afghanistan, creeranno dei solidi feudi volti al controllo del petrolio, al sabotaggio delle strutture che cooperano col nemico, e alla guerriglia e guerra civile su una scala da fare impallidire l'Iraq.
Nello scenario migliore, l'Iran potrebbe spaccarsi in più macroregioni a controllo eterodiretto (Cina, Russia, Arabia Saudita, Qatar) con la collaborazione armatissima degli ex Pasdaran e di Hezbollah. Il tutto mentre, comunque, la Russia tornerà ad essere regina del mercato e quindi influencer politica potentissima. E quelli, le armi nucleari le hanno davvero!
Sempre sul pezzo, grandi!
Non è vero che il popolo vuole il regime change…la stragrande maggioranza (si parla di oltre il 90%) vuole mantenere l'attuale regime e, grazie a questo stupido attacco, maggioranza e opposizione si sono ri-compattati e sono decisamente anti americani…Questo sentiment si sta diffondendo in tutto il medio oriente: Israele e gli USA si renderanno conto della p**** che hanno fatto quando sarà troppo tardi e la pagheranno molto cara!
Il problema è che la pagheremo molto cara anche noi europei….
Le guerre sono sempre sbagliate, io da anni lo dico, ma a quanto pare le persone pensano il contrario.
Chissà se qualcuno imparerà che il nucleare, avendo a disposizione le riserve di uranio di Canda ed Australia, potrebbe aiutarci a dire 'fuck oil'. Chissà…
Intanto, con i prezzi più alti, si impara a risparmiare.
Una parte di me ormai spera che venga giù tutto: AI, globalizzazione ect forse, forse dopo si potrà ripartire con un mondo diverso
Mercoledi1.83 credo…il gasolio è salito a 1.909 giovedi,e oggi venerdi a 1.999 da un benzinaio ho visto… L avidità umana
Edoardo, ti seguo però basta, non si può più aprire un video che inizia con titolo negativo e pessimista. Capisco il clickbait però diventa esagerato così.