Giappone al Bivio: Debito Esplosivo e Rischi per l’Economia Globale
A prima vista quello che sta succedendo in Giappone in questo momento potrebbe sembrare un problema lontano, quasi esotico, ma non lo è. Potrebbe essere l’epicentro, il punto zero della prossima grande crisi finanziaria globale. E i campanelli d’allarme, beh, stanno già suonando. È anche forte. Qui la posta in gioco è altissima e attenzione, questo non è un allarme qualunque, è un avvertimento diretto di Deutsch Bank. La situazione viene paragonata a quella crisi recentissima che ha quasi mandato al tappeto il sistema pensionistico del Regno Unito, solo che questa volta l’impatto potrebbe essere molto ma molto più grande. E tutto comincia da questo numero, 21,3 trilioni di. Immaginiamo per un attimo di essere proiettati al 21 novembre 2025. Questa è la cifra colossale di un nuovo pacchetto di stimolo del governo. Un’iniezione di denaro enorme pensata per aiutare l’economia. Peccato che stia avendo l’esatto effetto contrario. Ed eccola qui la domanda da un trilione di yen, letteralmente. Com’è possibile che una mossa progettata per dare una scossa all’economia finisca per scatenare il panico sui mercati finanziari? Andiamo a fondo di questo paradosso. Ed eccolo qui il paradosso nero su bianco. Da una parte il governo schiaccia il piede sull’acceleratore della spesa pubblica, sperando di rilanciare la crescita. Dall’altra i mercati reagiscono con pura e semplice paura. La valuta nazionale crolla e il costo per lo Stato di prendere soldi in prestito esplode. La vera domanda è perché questa, signori, è la tempesta perfetta. Pensateci, proprio mentre il governo annuncia la sua più grande manovra di spesa dalla pandemia, la valuta è in caduta libera, i tassi di interesse sui titoli di stato a lungo termine sono ai massimi storici e come se non bastasse i dati dicono che l’economia si sta già contraendo. È un mix semplicemente esplosivo. Ok, ma come ci si è afficati in questa situazione? Per capirlo dobbiamo fare un passo indietro e guardare un po’ sotto il cofano dell’economia giapponese. Per decenni il Giappone è andato avanti con un modello economico unico, quasi un miracolo, ma adesso quel miracolo sta iniziando a sgretolarsi. Ecco il trucco, se vogliamo, che ha permesso al Giappone di sfidare per anni le leggi di gravità dell’economia. Pur avendo il debito più alto del mondo sviluppato, più del doppio della sua intera economia, è sempre riuscito a finanziarsi a tassi vicini allo zero. E il segreto qual era? semplice, un’immensa piscina di risparmio interno che fedelmente comprava i titoli di stato creando un sistema che sembrava indistruttibile. Il punto è che quel circolo apparentemente così virtuoso si è rotto. I compratori storici, come le grandi compagnie di assicurazione, ora stanno vendendo. Persino la Banca del Giappone sta tirando i remi in barca. Il risultato? Quando il governo oggi bussa alla porta per chiedere soldi, trova sempre meno gente disposta ad aprire. E sotto tutto questo c’è qualcosa di ancora più pericoloso, una profonda crisi di fiducia che congela i consumi. E sapete cosa succede quando il sistema inizia a scricchiovare in questo modo? Si crea uno sconto frontale tra due colossi. Da un lato il governo che vuole spendere a tutti i costi e dall’altro la banca centrale che dovrebbe tenere a bada l’inflazione. Un tiro alla fune che assomiglia in modo preoccupante a qualcosa che abbiamo già visto. Il dilemma è tutto qui. Il governo vuole pompare denaro per rianimare l’economia, ma così facendo getta benzina sul fuoco dell’inflazione. La banca centrale, dal canto suo, dovrebbe alzare i tassi per spegnere quell’incendio, ma questo renderebbe il debito pubblico del governo letteralmente insostenibile. Sono due forze che spingono in direzioni opposte, su una macchina che sta sbandicolosamente e questo scontro ci riporta dritti al parallelo con la crisi britannica del 2022. Le somiglianze, guardate, sono da brividi. Un governo che annuncia una spesa enorme senza copertura e un mercato che reagisce mandando a picco sia la valuta che i titoli di stato. Ma attenzione, c’è una differenza fondamentale. Il debito del Giappone è più del doppio di quello del Regno Unito. Questo rende la situazione potenzialmente molto molto più fragile. Ok, ora colleghiamo i puntini. Perché mai una crisi del debito a Tokyo dovrebbe preoccupare chiunque ovunque nel mondo da New York a Francoforte? La risposta, vedete, si trova nel mercato finanziario più grande e importante di tutti. La risposta è tutta in questo numero, 1,19 trilioni di dollari. Questo è l’ammontare di debito del governo americano posseduto dal Giappone. Questo fa del Giappone il più grande creditore straniero degli Stati Uniti. Per dirla, in parole povere, il Giappone è di fatto il più grande banchiere d’America. Per decenni il motore di tutto questo è stato un meccanismo finanziario globale chiamato Yen Carry Trade. Provate a immaginarlo così. Gli investitori prendevano in prestito Yen a costo zero, praticamente un prestito gratuito, e usavano quei soldi per comprare titoli di stato americani che rendevano molto di più. Questo fiume costante di denaro giapponese ha tenuto bassi tassi americani e ha oliato gli ingranaggi dell’intera finanza mondiale. E adesso, beh, adesso la pellicola si sta riavvolgendo al contrario. Con i tassi di interesse che salgono anche in Giappone, per un investitore di Tokyo diventa molto più conveniente vendere tutto quello che ha all’estero e riportarsi i soldi a casa. Questo è il Reverse Carry Trade. Il grande riavvolgimento è ufficialmente iniziato e badate bene, questa non è teoria, è storia. Ogni singola volta che il Giappone ha avuto problemi interni, l’impatto sui mercati americani è stato diretto, quasi istantaneo. È successo nel 98, nel 2013 e di nuovo nel 2022. Il rimpatro dei capitali giapponesi ha sempre causato un’impennata dei tassi di interesse negli Stati Uniti e indovinate un po’? sta per succedere di nuovo, solo che questa volta la scala del problema potrebbe essere enormemente più grande. E allora come va a finire questa storia? Quali sono gli scenari possibili? Le opzioni sul tavolo, beh, vanno dal brutto al decisamente catastrofico. L’effetto a catena è quasi una certezza matematica. Secondo un’analisi di Goldman Sax, un aumento di un punto percentuale dei rendimenti giapponesi, cosa che stiamo già vedendo, si traduce direttamente in un aumento dei costi di finanziamento per Stati Uniti, Germania e Regno Unito. In parole povere, per i mutui, i prestiti alle aziende e i debiti degli Stati in giro per il mondo è come se la banca centrale americana avesse appena alzato i tassi, solo che la decisione stavolta è stata presa a Tokyo. Quindi ecco i tre percorsi possibili. Scenario numero uno, il migliore, si fa per dire, una normalizzazione dolorosa, tradotto recessione globale quasi sicura. Lo scenario intermedio vede interventi disperati che magari salvano la baracca nel breve termine, ma distruggono la credibilità per il futuro. E poi c’è lo scenario peggiore, un contagio globale, un vero e proprio crollo del sistema. E questo ci riporta al punto di partenza, il perché il Giappone è così cruciale, con un debito che è il 230% della sua economia semplicemente non ha il minimo margine di errore. È il canarino nella miniera di carbone del debito globale. Quello che vediamo a Tokyo oggi non è solo un problema giapponese, è un’anteprima di quello che potrebbe accadere domani a Washington o a Bruxelles. E forse la lezione più grande è proprio questa. Per decenni abbiamo guardato al modello giapponese pensando che in qualche modo fosse sostenibile. La verità, probabilmente, è che era solo un modo per ritardare l’inevitabile resa dei conti e tutto fa pensare che quel momento sia arrivato. E questo ci lascia con una domanda, una domanda scomoda. Se il Giappone è la prima grande tessera del domino a cadere in questo nuovo mondo di debito altissimo e tassi in crescita, la vera domanda non è se ne cadranno altra, ma solo chi sarà la prossima.
Il Giappone, quarta economia mondiale, si trova in una situazione critica. Con un debito pubblico che supera il 230 % del PIL, un modello basato sul risparmio interno e sugli acquisti di titoli di Stato, e una Banca del Giappone che ritrae il sostegno agli acquisti, emergono gravi segnali di vulnerabilità.
In questo video scoprirai:
Il meccanismo economico giapponese: risparmio domestico + debito pubblico gigantesco
La riduzione degli acquisti di bond da parte della banca centrale e la fuga dei capitali
Il pacchetto di stimolo annunciato e la reazione negativa dei mercati
Il rischio di contagio globale legato al Giappone come principale creditore degli USA
Gli scenari futuri: aumento dei tassi, crisi della fiducia, consumi bloccati
Perché la stabilità del Giappone non è solo un problema nazionale… ma una questione globale
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