SHOCK TASSI IN VISTA TRA USA E GIAPPONE (COME NEL 1990 E 2007): QUALI IMPATTI SUI MERCATI?
è accaduto pochissime volte nella storia e sta per accadere di nuovo. Salve a tutti. Bank of Japan e Federal Reserve stanno andando in direzione opposta. Lo faranno nei prossimi giorni. 10 dicembre Federal Reserve, 19 dicembre probabilmente la Bank of Japan. E quali impatti questo decapling, questa divergenza delle scelte di politica monetaria da parte di queste due grandissime economie al mondo potrebbero avere su tutti i mercati. Cerchiamo di parlare di questo in questa nostra nuova social chiacchierata per tutti gli ulteriori approfondimenti del caso. Come al solito vi invito a leggere i miei contenuti sul Sole 24 ore di cui lascio il link in descrizione. Il decapling, la divergenza della politica monetaria tra Bank of Japan e Federal Reserve è evidente in questo grafico. Abbiamo qui i tassi della Federal Reserve che hanno cominciato a essere abbassati sostanzialmente a fine 2024, poi c’è stata una pausa, un un nuovo taglio e adesso il 10 dicembre il mercato praticamente si aspetta, lo vedete qui all’86% di probabilità con questa probabilità un taglio dei tassi da parte della Federale del S. Se non dovesse farlo, eh, ci sarebbe un problema Houston anche di breve periodo, rispetto a quanto il mercato ha già scontato, soprattutto il Riscon. Questo scenario, per quanto riguarda la Bank of Japan, vedete dopo davvero tanti anni, dal da fine anni 90, ha praticamente ai giorni nostri ha avuto i tassi addirittura zero o negativi e qui siamo invece sostanzialmente in un percorso sempre nel 2024 graduale di rialzi che ha portato per ora il costo del denaro allo 05 e che dovrebbe salire appunto il 19 dicembre atteso rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan per contrastare i rischi di inflazione, per contrastare questi rischi che dovrebbero aumentare, peraltro, per le scelte di politica fiscale annunciato dal nuovo premier subentrato a fine ottobre. Quindi, eh c’è un’espansione fiscale che si porta dietro un rischio di inflazione e la Bank of Japan segue, da un certo punto di vista ruota le politiche fiscali o le subisce eh andando ad alzare i tassi per evitare che appunto questo questo comportamento sfoci in un’inflazione molto molto più alta, eccetera eccetera. Però vedete che in passato è successo che la linea verde salisse, mentre la linea blu, quella della Federal Reserve, scendesse eh tra nel tra il 2026 e 2007 e poi è successo anche a fine anni 80, inizio anni 90, quando praticamente la Bank of Japan fece scoppiare la bolla immobiliare con conseguenze poi importanti anche su tutto il sistema finanziario, bancario, giapponese, alzando i tassi dal 2,5 al 6% in poco tempo, ma fu una scelta drastica, una decisione proprio per for porre fine a una bolla che si era creata e che a quel punto forse fu pensato, allora era meglio farla scoppiare per poi chiaramente iniziare a ricostruire. In quel momento l’afferis stava invece tagliando i tassi, quindi decapling anche a fine anni 80, inizio anni 90. Sono i due precedenti storici più importanti, non diciamo privi di conseguenze sui mercati finanziari. In quel caso abbiamo avuto la grande crisi giapponese e poi per quanto riguarda il 2006-2007 abbiamo avuto, come tutti sappiamo, la più grande crisi finanziaria moderna con poi lo scoppio della bolla dei derivati sui mutui subprime, culminati anche col fallimento di Leman Brothers, eccetera eccetera. Questo non significa che tutte le volte che Bank of Japan e ehm e Federal Reserve fanno decapling, cioè prendono decisioni diverse dal punto di vista monetario, debba scoppiare il finimondo. Abbiamo pochi precedenti in effetti, però è e quindi non c’è base statistica, però è materiale macroeconomico e monetario assai raro e quindi dato che sta succedendo in questi giorni, in questi anni ultimi mesi e verrà confermato appunto in queste ultime giornate prima dell’inizio del nuovo anno con queste scelte che ormai i mercati stanno scontando, ripeto, un rialzo in Giappone, un taglio negli Stati Uniti, siamo Siamo qui a raccontare, appunto, questa dinamica molto interessante anche a livello di conoscenza storica, di geopolitica quasi e di educazione finanziaria. Tra l’altro entrambe le economie stanno affrontando un tasso di inflazione che non è al due che è un po’ l’obiettivo moderno delle banche centrali come target. Vedete, in Giappone siamo al 3%, negli Stati Uniti siamo al 3%. In entrambi i casi siamo in una momento di rialzo, di rimbalzo dell’inflazione. Anche negli Stati Uniti, vedete, eravamo scesi ad aprile al 2,3% e poi siamo ripartiti il 3%. Ed è un po’ strano, fanno notare molti analisti, vedere una banca centrale che taglia i tassi con un’infrazione che sopra il target. È vero anche che la bank, la Federal Reserve ha un costo del denaro ben più alto in questo momento rispetto a quello della Bank of Japan. Siamo appunto tra il 4 e il 375% e quindi qui viene sintetizzato in una media del 388 e se dovesse tagliare andremo tra il 375 e il 350 e mentre il Giappone abbiamo tassi dello 05, quindi la Federal Reserve ha ancora il costo del denaro più alto del tasso di inflazione, quindi ha un cuscinetto potenziale per tagliare più alto. alto rispetto a quanto non abbia la B, il cui tasso, nonostante verrà alzato, sarà comunque inferiore al tasso di inflazione del 3%. Quindi è una normalizzazione, per certi versi eh delle due aree economiche, ma questa normalizzazione eh ripeto, per quanto riguarda la Federal Reserve è considerata un po’ quasi politica come scelta, visto che, appunto, non ci sarebbero tutte quelle condizioni macroeconomiche a partire dall’inflazione che è in traiettoria di rimbalzo e anche dell’economia che secondo gli ultimi dati del GDP now comunque in espansione, non in grande rallentamento, tale da spingere la banca centrale a farlo, ma c’è un altro motivo fiscale e qui dobbiamo andare a guardare nuovamente questi numeri anche un po’ ansiogeni per certi aspetti che riguardano l’evoluzione praticamente istantanea del debito americano. Questo USA Dept Clock ci fa vedere appunto che siamo a 38.000 miliardi di debito consolidato per quanto riguarda gli Stati Uniti. La quota di interessi netta sul debito è vicina ai 1000 miliardi di dollari ed è rappresentata qui con un triangolo di allarme di pericolo e ha superato, come ben vedete, la spesa militare che per gli Stati Uniti è anche una voce un po’ di orgoglio nazionale o comunque di è anche uno dei motivi per cui gli Stati Uniti sono considerati il loro dollaro nonostante tutto il bene rifugio e che hanno appunto l’esercito più forte al mondo corroborato da questa spesa militare superata dagli interessi passivi sul debito che tutto sommato possiamo dire si tratta di risorse gettate dalla nel mare del della produttività, cioè improduttive, come dire, queste risorse, queste spese per interessi passivi, peraltro in gran parte elargite anche all’estero, perché la componente di debito estero esteroamericano di finanziatori esteri è elevata, ma è una componente che sta vedendo nel Giappone e nella Cina, come ho scritto recentemente sul Sole 24 ore, vi invito ad approfondire, un forte calo. Cina e Giappone comprano meno il debito americano e quindi questo è molto importante, anzi sono ultimamente venditori netti di debito americano e quindi gli Stati Uniti stanno cercando nuovi compratori e la partita delle stable coin potrebbe cercare di dare una mano agli Stati Uniti da questo punto di vista. Ma non divaghiamo troppo e torniamo al concetto che a fronte di tassi di inflazione simili al 3% le due banche stanno andando in decapling come era successo raramente nella storia moderna. E vediamo un po’ gli effetti i primi effetti di queste di queste manovre. Allora, intanto prendiamo i tassi di interesse. Allora, in Giappone abbiamo il decennale che vedete da un punto di vista proprio tecnico ha fatto recentemente breakout, ha fatto questa congestione intorno all’1,80% durata appunto un po’ a qualche giorno a novembre, poi dal 28 novembre i tassi sono ripartiti e siamo quasi alla soglia psicologica del 2%. 2% come non accadeva dal 2008. Qui torniamo indietro nel tempo, appunto, in quel 2006-2007, eh, che torna per il decapling e e ritorna anche, insomma, si torna indietro nel tempo. Siamo al 2007, come diciamo tassi che non si vedevano dal 2007, da quando c’era stato non a caso, probabilmente l’altro decapling tra Stati Uniti e Giappone dal punto di vista di politica monetaria. Vediamo invece per quanto riguarda gli Stati Uniti che si apprestano ad tagliare i tassi, ma in realtà eh i tassi della parte lunga della curva, qui ho preso il titolo a 10 anni, probabilmente il più usato al mondo, il Tresy a 10 anni, in realtà sempre dal 28 novembre è partito un movimento di rialzo anche qui, di front, di andar contro, come dire, la banca centrale. che taglierà i tassi a breve, ma qui stiamo parlando della parte lunga, quella non controllata, non manipolata perlomeno direttamente dalla banca centrale, ma più lasciata libera di esprimersi al mercato e quindi il mercato sta dicendo dal 28 novembre sì, taglierà i tassi, ma quelli a breve, ma la parte lunga viene minacciata potenzialmente da questo taglio dei tassi. Perché questo taglio dei tassi rischia di far salire l’inflazione e quindi questa cosa non ci piace, anche perché abbiamo questo debito molto molto alto e da un certo punto di vista il taglio dei tassi può aiutare a ridurre gli interessi da pagare nel breve, ma se aumenta l’inflazione allora cosa succede? per ricontrastare quell’inflazione che ti riscappa di mano. Questo è il rischio ragionamento del mercato della parte lunga che ragiona con un’altra cervello, magari dovrei rialzarle in futuro questi tassi e quindi io sulla parte lunga non mi fido a comprare un bond, dice il mercato, a tassi che seguono la scia del calo della parte breve e quindi c’è una divergenza ulteriore. Mentre appunto gli Stati Uniti tagliano i tassi, a breve la parte lunga non si fida e inizia a risalire. Vedete che dopo essere scesi sotto il 4%, altra soglia psicologica, siamo tornati al 4,45, al 41%, e tra l’altro da un punto di vista di analisi tecnica, per coloro i quali osservano queste social chiacchierate e hanno anche dimestichezza di analisi tecnica, questo sarebbe una testa e spalle rovesciato, spalla sinistra, eh testa e spalla destra. Sappiamo che l’analisi tecnica ci dice che qualora poi questi movimenti, che non sono altro di accumulazione quando sono testa e spalle rovesciato o di distribuzione quando è un testa e spalle naturale, come dire, che tra l’altro lo vediamo specarmente nel TLT, che sarebbe l’ETF sulle obbligazioni americane a lungo termine, in questo caso espresso in termini di prezzo e non di rendimento e quindi è la stessa cosa, ma vista dalla dalla prospettiva del prezzo che si muove in direzione opposta rispetto al rendimento. Infatti qui il test e spalle non è rovesciato, ma è proprio naturale, spalla sinistra, testa e spalla destra e distribuzione potenziale, così come accumulazione potenziale lato rendimento. Questo significa che se dovesse confermarsi queste figure eccetera eccetera, l’una quella del test spalle rovesciat sarebbe diciamo il l’accumulazione prima di un breakout rialzista in questo caso dei tassi. L’altra testa e spalle naturale sarebbe la distribuzione prima di un breakout ribassista e quindi discesa dei prezzi dei bond che appunto fa rima con rialzo dei tassi dall’altra parte della medaglia. Ovviamente non sappiamo se succederà, è soltanto un mercato che si sta preparando quasi in modo minaccioso, quasi esercitando la propria funzione di guardiano del deficit per dire se tagli i tassi e magari se non solo tagli, ormai questo è andato, ma se nel discorso emerge che il nuovo presidente della Federal Reserve potrebbe tagliare che subentrerà tra l’altro nella prossima primavera Powell uscente dovesse essere super trampiano e quindi tagliare molto i tassi di interesse in un contesto in cui l’inflazione sta rimbalzando obiettivamente dallo scorso aprile negli Stati Uniti. A quel punto noi della parte lunga ci preoccupiamo ancor più del fatto che poi sarai costretto a rialzare questi tassi e noi già ci portiamo avanti e quindi andiamo a portare su il tasso di interesse della parte lunga. Quindi non è insolito vedere che quando una banca centrale taglia i tassi, se la parte lunga della curva non si accoda, cioè non ridimensiona anche in parte il rendimento del della parte lunga, vuol dire che non si fida di quella manovra la reputa viziata da magari eh dominanza fiscale, cioè dal rischio di dal dalla pressione di dover andare a cercare di pagare meno interessi possibili sul debito a breve per poi rimandare il problema dell’inflazione a medio termine per dire se poi rimbalza l’inflazione vediamo, ma intanto andiamo a mettere una toppa su questa mole incredibile di interessi che si è avvicinata e scorre nel depth clock a 1000 miliardi di dollari superato le spessi per la difesa. Però una manovra di breve periodo, tipica magari da paese emergente e non da prima economia al mondo. Ecco perché è molto importante vedere quando una banca centrale fa un’azione sia il comportamento della parte breve che ovviamente è impattato in modo diretto da quella scelta, ma soprattutto per capire la l’apprezzamento completo del mercato e l’armonia completa del mercato su quella decisione là il movimento sulla parte lunga. La parte lunga va dall’altra parte, cioè fa alza il rendimento, mentre la banca centrale taglia il tasso, vuol dire che la parte lunga non è d’accordo, considera quella manovra rischiosa in termini di inflazione e quindi probabilmente attuata per motivi fiscali che però non dovrebbero strettamente competere, come dire, a una banca centrale che ha il target di contenere il livello dei prezzi e anche di mettere nel caso degli Stati Uniti di controllare l’occupazione da un certo punto di vista. Quindi se il se viene frontrannato il taglio dei tassi della parte lunga, vuol dire che il mercato reputa un’azione più politica barra fiscale che non razionale barra legata all’obiettivo di contenimento di un’inflazione che parte e questo è molto importante. Andiamo a vedere anche poi il discorso sul cambio sul cambio dollaro yen e che da qualche parte dovrei avere, altrimenti andiamo a a ritrovarlo. Ecco il cambio dollaro yen è un cambio che anch’esso dal 2 dal 29 novembre sta risalendo, quindi il cambio dollaro yen sta risalendo proprio dal 29 novembre, vedete un po’. E e quindi da fine, anzi questo si è mosso un po’ prima dal 20 novembre, quindi comunque da fine novembre c’è stato un movimento sui tassi della parte lunga, breakout del yen che del titolo giapponese a 10 anni, dei bond vicini al 2% come non accadeva dal 2007 e poi abbiamo dollaro yen in questo caso yen dollaro che sta risalendo dopo essere sceso in modo importante. Questo è un altro pilastro di tutto il ragionamento che vorrei fare in questa social chiacchierata. Fatemi sapere ovviamente cosa ne pensate nei commenti. Superiamo 1000 2000 like e condivisioni per diffondere queste conoscenze un po’ a tutti. E il ragionamento grande è riguarda il carry Trade. Sappiamo che il mondo negli ultimi anni, proprio perché torniamo a vedere questa curva, vedete la linea verde piattissima. dei tassi giapponesi. Più piatta è stata questa linea, più ha sostanzialmente stimolato operazioni di carry trade, ovvero mi indebito in yen, perché lì i tassi praticamente non esistono, è costo gratis. prendo questi soldi, li converto in un’altra valuta che mi serve per comprare asset più rischiosi, fuori, magari gli stessi ehm titoli azionari del NASDAQ, oppure meno rischiosi, ma comunque più redditizi, come i titoli di stato americano, come infatti il Giappone fino a poco tempo fa era il primo detentore del debito pubblico americano straniero in percentuale. Adesso c’è stato a una curva comunque in discesa e poi questa operazione funziona finché conviene, finché chiaramente eh i tassi in Giappone restano bassi e finché lo yenizia a rivalutare nei confronti delle del della valuta con cui ho comprato magari in leva gli altri asset per avere più rendimento. Se lo yen si apprezza nei confronti del dollaro e in questo caso, ma è accaduto anche nell’euro, nei confronti dell’euro, a quel punto mi comincia a costar di più questo debito e anche la conversione poi eh degli asset quando dovrò chiudere l’operazione in carry trading. Quindi di solito accade che quando i tassi in Giappone salgono, lo yen si rivaluta, chi ha operazioni di carry trade inizia a veder ridotto il proprio guadagno da questo punto di vista fino a che non arrivi un momento in cui o il broker attraverso il famoso margin call o per scelta per calcoli personali non vada essi egli stesso a smontare quell’operazione. In quel caso accade il percorso inverso, vende l’asset Riscon o comunque quell’asset straniero su cui stava estraendo maggiore rendimento dal mercato e ricompra appunto gli chiude il debito ricomprando gli yen a cui si era con cui si era inizialmente indebitato. Questo rafforza lo yen e rafforza anche chiaramente anche il rendimento dei titoli giapponesi in seconda battuta. E se o guardiamo il comportamento di alcune classi di investimento, magari ancora più estreme della periferia, del Riscon, più agganciate alla liquidità e magari alla leva finanziaria di questa liquidità che è appunto una delle espressioni, una dei modi con cui viene espresso il carry trade che molto spesso è associato alla leva. Allora, guardiamo questo altro decapling finanziario che i grafici ci stanno un po’ spiattellando da qualche settimana ed è in questo caso il la divergenza improvvisa che si è creata da metà ottobre circa tra l’S&P 500 in generale, il Riscon, le borse, possiamo prendere anche il NASDAQ o il grafico dei titoli ad alto beta, insomma altri altri altri indici azionari importanti e in questo caso il il grafico di Bitcoin o possiamo anche prendere un’altra criptovaluta ancora molto molto più legata e speculata alle dinamiche della liquidità, però in questo caso Pesso Bitcoin che diciamo per molti considerati la vera unica criptovaluta per definizione e quindi più seria da un certo punto di vista. Tra l’altro ne parlo tutti i mercoledì nel podcast che conduco per il Sole 24 ore che si chiama Crypto e che vi invito ad andare ad ascoltare e se vi piace mi raccomando, portiamo a a cinque le stelline e già siamo a 4,9 vuol dire che l’apprezzamento c’è e vi ringrazio, ma portiamo anche i voti insomma oltre quota 1000, quota 2000 perché far salire questo contatore fa salire anche appunto l’algoritmo e porta molte più persone a conoscere che esista effettivamente questo podcast che appunto potrebbe aumentare a mio avviso l’educazione finanziaria nel mondo delle criptovalute. Però torniamo al tema di cui stavo parlando. c’è stato questo decrappling, cioè è cominciato una fuoriuscita di capitali dalla periferia estrema della liquidità che possiamo esprimere, possiamo vedere nel mondo delle criptovalute, in questo caso anche dalla dalla più sicura in questo mondo, tra virgolette con tutti i i sei del caso e la volatilità del caso, ovvero Bitcoin. Perché è cominciato questo decapip è cominciato a scendere, l’S&P500 tutto sommato sta facendo un po’ di fatica a mettere un nuovo massimo rispetto al massimo di fine ottobre, ma sta reggendo ancora in questo finale d’anno, tra parentesi, window dressing, i gestori, insomma, cercano di mantenere le performance, poi da gennaio si vedrà se il trend sarà ancora più forte, potrà tornare a fare davvero nuovi massimi consistenti, oppure se qualche scricchiolio riscon emergerà anche nel centro, ovvero anche nell’S&P 500, adesso è emerso dalla periferia e quindi c’è stato questo decapli, potrebbe essere l’inizio, chiedo anche a voi, nessuno lo sa, di una movimento legato alla chiusura di alcune posizioni speculative legate al carry trade, eccetera eccetera. si parte dalla periferia, magari ci si ferma lì, magari finisce, nessuno sta proiettando scenari, però il grafico ci dice che è partito obiettivamente un movimento di riduzione della leva, riduzione delle posizioni più speculative e lo si vede da questo decaplin tra S&P500 e Bitcoin in questo momento. Fatemi sapere anche voi cosa ne pensate. Ovviamente tutto questo potrebbe essere legato anche a questi movimenti appunto internazionali, queste scelte delle banche centrali, delle due più grandi banche centrali al mondo, di fare in questo momento operazioni diverse di decapling, come è successo e torniamo al grafico iniziale soltanto due volte, fondamentalmente dal dopoguerra ad oggi, ovvero nel 8990, nel 2006-2007 7 siamo stiamo rividendo quella stessa fase che è una fase eh delicata sui mercati proprio perché quando due grandi banche centrali così importanti non sono più allineate nella loro politica monetaria e una banca centrale ha sostanzialmente con i suoi tassi azzerati negli ultimi 30-40 anni praticamente finanziato la leva finanziaria globale con il carry trade comincia, diciamo, ad alzare i tassi e iniziando a erodere in alcuni casi a costringere la chiusura delle posizioni speculative da questo punto di vista. Quindi siamo in una fase importante, mi sembrava giusto fare questo riepilogo eh di tutto ciò in un momento in cui la volatilità di fine anno resta comunque molto molto contenuta. Eh volevo far vedere, ecco, il VIX è intorno a 15 punti base e non ci sono grandi segnali da questo punto di vista. Eh, anche l’indice MOV, quello sul sui titoli di stato, è veramente molto molto basso, quindi la volatilità non è preoccupata granché da qui ai prossimi 30 giorni, come dire, però è importante sottolineare che abbiamo alle porte questa grande scelta e vedremo se le banche centrali di Stati Uniti e Giappone confermeranno le aspettative di mercato e come il mercato, magari in modo armonico, più controllato riuscirà a eventualmente convivere con la chiusura di alcune posizioni di carry trade dettate dall’aumento dei tassi in Giappone senza magari innescare turbolenze successive. Ma da questo punto di vista sono molto contento, sarei molto contento di ricevere il vostro parere. Nel frattempo vi auguro buon weekend, alla prossima. Так.
Stati Uniti e Giappone stanno di nuovo viaggiando in direzioni opposte: la Fed taglia, mentre la Bank of Japan alza i tassi per la prima volta dopo decenni. È un decoupling rarissimo, visto solo in momenti chiave della storia finanziaria — e oggi sta tornando
Disclaimer: il contenuto del video è basato su opinioni personali. Non vanno interpretati come consigli di investimento
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47 Comments
Buongiorno, sabato h 9,10 e mi sono "goduto" già 2 video su tassi Giappone USA ed argomenti collegati. Tutto molto chiaro e condivisibile, grazie e buon weekend
visto che la leva è al massimo delle ultime decadi su tutti gli asset ,per un mero conto matematico come è salita…dovra scendere….sicuramente questo non sarà indolore; e aggiungo; non saremo avvisati come al solito…….( stanno solamente aspettando a chi dar la colpa)
Certo che si sta..giocando…intorno al cratere di un vulcano che non sembra proprio tranquillo!
Grazie Vito! Sabato mattina appuntamento fisso apprezzatissimo
A me sembra che molti paesi emergenti abbiano la testa sulle spalle ( imparando dall'esperienza) ed invece i cosiddetti G7 si stanno comportando come un tempo gli emergenti. Con il guaio che i paesi del G7 hanno una popolazione di età avanzata.
Il sole 24ore si avvale sempre delle migliori professionalità, e Vito ne è un esempio nella finanza. GRAZIE !!
Personalmente condivido la panoramica evidenziata , e penso che il grande problema siano effettivamente l'ammontare "quasi" fuori controllo dei debiti statali, e la correlazione esasperata delle varie economie; che, tutto va bene fino a quando la locomotive trainano (US-Cina) , ma tutto frena quando questi giganti rallentano. Chissà se la bella addormentata Europa, riuscirà a recuperare il tempo perduto a misurare le zucchine. Forse Trump sta cercando di smuovere un sistema un pochino ingessato, e potrebbe non essere un male, ma sono processi abbastanza lunghi. Vedremo !
Bank of Japan, alright
Pay, then I'll sleep by your side
Things are easy when you're Bank of Japan
Oh, when you're Bank of Japan…
Grazie Vito per questi tuoi contenuti 🙏. Video chiarissimo e apprezzabilissimo per questo momento che sta vivendi il mercato. 💪
Buongiorno , se il mercato “ guarda” sempre avanti, questo scenario non potrebbe essere già prezzato?
Lei tiene una rubrica dal titolo Crypto e ci "regala" un podcast sull'euro digitale. Non prova un po di disagio nel suo tentativo di rimbambire ancora di più gli italiani ?
Inoltre, il btc ha sovraperformato sp500 negli ultimi 3 anni di circa il 400 % , non trova naturale un minimo di correzione? non frequantavo allora la sua rubrica ma mi chiedo; ha spiegato ai suoi lettori sulla rivista sulla quale scrive o in questa perchè la performance di btc sia del 30.000 % superiore a sp500 negli ultimi 10 anni? non la performance , ma il perchè?
Quindi come si muoverà il cambio $/¥ nel breve ?
Ottimo video, da approfondire ulteriormente.
Complimenti a Vito, sempre chiaro e interessante. Inoltre mi pare che il Timing sia puntualissimo, visti gli appuntamenti ormai prossimi delle due Banche Centrali.
Ottimo video come sempre, grazie!
Tutto sempre molto interessante. Grazie per questi approfondimenti.
Solamente una considerazone. Da un punto di vista macroeconomico tutto estremamente corretto, ma non fatevi mai e poi mai influenzare da questi "ragionamenti" per prendere decisioni sui mercati. E' sempre meglio perdere il primo pezzettino ed entrare su trend conclamati che anticipare movimenti che possono poi verificarsi, ma a distanza di mesi. E soprattutto non usate leva se proprio volete anticipare. Certo, ad esempio sulla base duî queste premesse sembrerebbe facile shortare treasury o comprare yen vs. usd.Ricordatevi sempre chi cè dall'altra parte del mercato, le banche centrali. E noi/voi non siete + "smart". Giusto per fare un esempio
E se la disoccupazione continui a salire e l'inflazione scende?
Faccio notare che se gli USA non fossero il compratore di ultima istanza di tutta la sovraproduzione mondiale staremmo tutti molto peggio. Quindi andrei molto cauto nel biasimare il debito americano. Per il resto sempre ottima analisi.
Grazie Vito per le tue analisi sempre impeccabili
Un altro super canarino…
Grazie Vito, bravissimo
La cosa assurda è che paradossalmente conviene comunque rimanere a mercato. Piuttosto bisognerebbe ingrandire il fondo d'emergenza per far fronte ai prossimi 2 o 3 anni e diversificare al di fuori del settore tech. L'alternativa di stare fuori dal mercato, con un'inflazione del genere, è statisticamente peggio. Quindi, nonostante la mia parte emotiva dica "scappa dai mercati", la parte razionale ci vuole rimanere perché l'alternativa è pareto-inferior. Insomma sono pronto ad abbracciare la maggior volatilità ma come dice Warren: time in the market beats timing the market.
Grazie
Vogliamo tanti video così
L'elefante nella stanza è un altro ma sembra che fingiamo tutti di non vederlo…la guerra globale
Complimenti video e grazie. Ottimo video
Ma che interesse Aveva il Giappone di essere la leva della FOLLE SALITA DEGLI ULTIMU 20 ANNI…con crescita 0 dei sui mercati..tolti gli ultimi ASSURDI 3 ANNI…
Buongiorno, complimenti per il video, molto esaustivo. Grazie e like ❤
Ottimo segnale e tutte le volte anticipa gli anni delle crisi 😅
Grazie di questo video!
Nell'ultimo periodo vengono venduti Bitcoin soprattutto per comprare argento per cercare di sfruttare la mini-bolla che si è gonfiata a partire da fine novembre.
Grazie Vito per questo podcast importante e tempestivo: la divergenza tra politiche monetarie USA JPN è stata ed è ancora oggi un pericolo incombente, può generare shock valutario.
Da attenzionare
Se la fed abbassa i tassi è perché pensa che l'inflazione non sia data dai consumi, ma dai dazi. La Fed teme più una riduzione dei consumi che una risalita dell'inflazione
Onestamente mi sembra che si parli di macroeconomia a un livello talmente astratto e teorico da cui non si ricava alcun insight realmente azionabile.
Alla fine del video, da investitore retail, mi chiedo: “E quindi?”
E la risposta è: “E quindi niente.” Sembra più intrattenimento che analisi utile, mezz’ora di chiacchiere generiche.
Leggo tanti commenti entusiasti e vorrei chiedere a chi ha apprezzato: che cosa avete effettivamente tratto da questo video?
Se siete investitori sull’azionario USA, lunedì quando riapre il mercato, cosa farete di diverso rispetto a ieri grazie a queste informazioni?
Personalmente non vedo alcuna correlazione concreta tra questo “decoupling” (parola ripetuta almeno 10 volte, forse per dare un tocco di inglesismo alla discussione) e l’andamento dell’S&P 500… tant’è che l’indice è ai massimi storici.
Ciò che realmente muove il mercato americano sono gli earnings forward, le cui stime continuano a crescere settimana dopo settimana. Piuttosto parlerei di questo: della produttività, della crescita della produttività, degli effetti disinflazionistici della tecnologia, dell’aumento dei salari reali negli Stati Uniti, della spesa dei consumatori che rimane forte.
Se questi meccanismi iniziassero a incrinarsi, allora sì che, da investitore, inizierei a preoccuparmi.
Sul tema del “carry trade” invece, i dati parlano chiaro: gli afflussi netti nell’azionario USA nel 2025 sono fortemente positivi, con flussi record verso gli ETF americani che hanno superato i 1.250 miliardi di dollari YTD a novembre, sostenuti da mesi come novembre che da solo ha registrato circa 140 miliardi. Quindi di cosa stiamo parlando ?
Vito mi hai chiesto che ne penso, mi ricorda la storia della farfalla che batte le ali (in Giappone in questo caso) e qualcuno pretende di dedurre effetti misurabili sull’ecosistema delle farfalle negli Stati Uniti.
Attribuire all’S&P 500 certi “collegamenti” così remoti mi sembra esattamente quello: un esercizio elegante, ma scollegato dalla realtà dei driver che muovono davvero il mercato.
Analisi utilissima, grazie infinite.
Il Giappone può essere il canarino nella miniera dell’ipermonetarismo.
Grazie
Grazie Vito sempre chiarissimo 😊
Investire non significa solo mantenere posizioni. Consiglio sempre agli investitori, soprattutto ai principianti, di prendersi il tempo necessario per analizzare il mercato prima di iniziare. Nella mia esperienza, il trading offre più opportunità rispetto al semplice mantenimento di posizioni a lungo termine. Grazie ancora, Bradley, per gli aggiornamenti regolari. Sono davvero contento di aver iniziato con il tuo programma. 💥📊
Per shock tassi intendi a rialzo o a ribasso?
Grazie per l’analisi ♥️.
Spero che i mercati non spostino il focus sul debito , altrimenti credo che per gli Usa e quasi tutte le economie mondiali (ad esclusione di Russia e Arabia Saudita con debito/pil invertito) saranno “volatili per diabetici” .
Vito numero uno
Vediamo quanto fiato avrà ancora il casinò 🎰 royal della speculation without common sense boys! Bitcoin ai noccioline americane marce e chi più ne ha più ne metta! Auguri
Ma quale divergenza ??? USD JPY tornerà a 170 180 190
In direzione ostinata e contraria.
Ottimo video, grazie Vito come sempre! A quando un video sul ciclo economico? È da un po' che non ne parli.
Bravo e attento alle nuove dinamiche di mercato Vito. Sarà molto interessante potere avere nelle prossime settimane altri video di questo tipo da parte tua sull'argomento per capire l'entità delle chiusure delle posizioni di carry e le conseguenti incidenze sul fondamentale impianto idraulico di cui hai parlato a più riprese